
Acto II
| ATTO SECONDO
Scena Prima (Casa di campagna presso Parigi. Salotto terreno. Nel fondo in faccia agli spettatori, è un camino, sopra il quale uno specchio ed un orologio, fra due porte chiuse da cristalli che mettono ad un giardino. Al primo piano, due altre porte, una di fronte all'altra. Sedie, tavolini, qualche libro, l'occorrente per scrivere)ALFREDO (deponendo il fucile) Lunge da lei per me non v'ha diletto! Volaron già tre lune Dacchè la mia Violetta Agi per me lasciò, dovizie, onori, E le pompose feste Ove, agli omaggi avvezza, Vedea schiavo ciascun di sua bellezza Ed or contenta in questi ameni luoghi Tutto scorda per me. Qui presso a lei Io rinascer mi sento, E dal soffio d'amor rigenerato Scordo nè gaudi suoi tutto il passato. De' miei bollenti spiriti Il giovanile ardore Ella temprò col placido Sorriso dell'amore! Dal dì che disse: vivere Io voglio a te fedel, Dell'universo immemore Io vivo quasi in ciel.Scena Seconda (Detto ed Annina in arnese da viaggio.) ALFREDO Annina, donde vieni?ANNINA Da Parigi.ALFREDO Chi tel commise?ANNINA Fu la mia signora.ALFREDO Perchè?ANNINA Per alienar cavalli, cocchi, E quanto ancor possiede.ALFREDO Che mai sento!ANNINA Lo spendio è grande a viver qui solinghiALFREDO E tacevi?ANNINA Mi fu il silenzio imposto.ALFREDO Imposto! or v'abbisogna?ANNINA Mille luigi.ALFREDO Or vanne andrò a Parigi. Questo colloquio ignori la signora. Il tutto valgo a riparare ancora.(Annina parte.) Scena Terza ALFREDO (solo) O mio rimorso! O infamia E vissi in tale errore? Ma il turpe sogno a frangere Il ver mi balenò. Per poco in seno acquetati, O grido dell'onore; M'avrai securo vindice; Quest'onta laverò.(esce) Scena Quarta (Violetta ch'entra con alcune carte, parlando con Annina, poi Giuseppe a tempo.)VIOLETTA Alfredo?ANNINA Per Parigi or or partiva.VIOLETTA E tornerà?ANNINA Pria che tramonti il giorno... Dirvel m'imposeVIOLETTA È strano!ANNINA (presentandole una lettera) Per voiVIOLETTA (La prende.) Sta bene. In breve Giungerà un uom d'affari... entri all'istante.(Annina e Giuseppe escono.) Scena Quinta VIOLETTA (leggendo la lettera) Ah, ah, scopriva Flora il mio ritiro! E m'invita a danzar per questa sera! Invan m'aspetterà(Getta il foglio sul tavolino e siede.) GIUSEPPE È qui un signoreVIOLETTA Ah! sarà lui che attendo.(Accenna a Giuseppe d'introdurlo.) GERMONT Madamigella Valéry?VIOLETTA Son io.GERMONT D'Alfredo il padre in me vedete!VIOLETTA (Sorpresa, gli accenna di sedere.) Voi!GERMONT (sedendo) Sì, dell'incauto, che a ruina corre, Ammaliato da voi.VIOLETTA (alzandosi risentita) Donna son io, signore, ed in mia casa; Ch'io vi lasci assentite, Più per voi che per me.(per uscire) GERMONT (fra sè) Quai modi!Pure... VIOLETTA Tratto in error voi foste.(Toma a sedere.) GERMONT De' suoi beni Dono vuol farviVIOLETTA Non l'osò finora Rifiuterei.GERMONT (guardandosi intorno) Pur tanto lusso...VIOLETTA A tutti È mistero quest'atto A voi nol sia.(Gli dà le carte.) GERMONT (dopo averle scorse coll'occhio) Ciel! che discopro! D'ogni vostro avere Or volete spogliarvi? Ah, il passato perchè, perchè v'accusa?VIOLETTA (con entusiasmo) Più non esiste or amo Alfredo, e Dio Lo cancellò col pentimento mio.GERMONT Nobili sensi invero!VIOLETTA Oh, come dolce Mi suona il vostro accento!GERMONT (alzandosi) Ed a tai sensi Un sacrificio chieggoVIOLETTA (alzandosi) Ah no, tacete Terribil cosa chiedereste certo Il previdi v'attesi era felice TroppoGERMONT D'Alfredo il padre La sorte, l'avvenir domanda or qui De' suoi due figli.VIOLETTA Di due figli!GERMONT Sì. Pura siccome un angelo Iddio mi diè una figlia; Se Alfredo nega riedere In seno alla famiglia, L'amato e amante giovane, Cui sposa andar dovea, Or si ricusa al vincolo Che lieti ne rendea... Deh, non mutate in triboli Le rose dell'amor. Ai preghi miei resistere Non voglia il vostro cor.VIOLETTA Ah, comprendo dovrò per alcun tempo Da Alfredo allontanarmi doloroso Fora per me purGERMONT Non è ciò che chiedo.VIOLETTA Cielo, che più cercate? offersi assai!GERMONT Pur non bastaVIOLETTA Volete che per sempre a lui rinunzi?GERMONT È d'uopo!VIOLETTA Ah, no giammai! Non sapete quale affetto Vivo, immenso m'arda in petto? Che nè amici, nè parenti Io non conto tra i viventi? E che Alfredo m'ha giurato Che in lui tutto io troverò? Non sapete che colpita D'altro morbo è la mia vita? Che già presso il fin ne vedo? Ch'io mi separi da Alfredo? Ah, il supplizio è si spietato, Che morir preferirò.GERMONT È grave il sacrifizio, Ma pur tranquilla udite Bella voi siete e giovane... Col tempo...VIOLETTA Ah, più non dite V'intendo m'è impossibile Lui solo amar vogl'io.GERMONT Sia pure ma volubile Sovente è l'uomVIOLETTA Gran Dio!GERMONT Un dì, quando le veneri Il tempo avrà fugate, Fia presto il tedio a sorgere Che sarà allor? pensate Per voi non avran balsamo I più soavi affetti Poichè dal ciel non furono Tai nodi benedetti.VIOLETTA È vero!GERMONT Ah, dunque sperdasi Tal sogno seduttore Siate di mia famiglia L'angiol consolatore Violetta, deh, pensateci, Ne siete in tempo ancor. È Dio che ispira, o giovine Tai detti a un genitor.VIOLETTA (fra sè, con estremo dolore) Così alla misera - ch'è un dì caduta, Di più risorgere - speranza è muta! Se pur beneficio - le indulga Iddio, L'uomo implacabile - per lei sarà.(a Germont, piangendo) Dite alla giovine - sì bella e pura Ch'avvi una vittima - della sventura, Cui resta un unico - raggio di bene Che a lei il sacrifica - e che morrà!GERMONT Sì, piangi, o misera - supremo, il veggo, È il sacrificio - ch'ora io ti chieggo. Sento nell'anima - già le tue pene; Coraggio e il nobile - cor vincerà.(Silenzio.) VIOLETTA Or imponete.GERMONT Non amarlo ditegli.VIOLETTA Nol crederà.GERMONT Partite.VIOLETTA Seguirammi.GERMONT AllorVIOLETTA Qual figlia m'abbracciate forte Così sarò.(S'abbracciano.) Tra breve ei vi fia reso, Ma afflitto oltre ogni dire. A suo conforto Di colà volerete.(Indicandogli il giardino, va per scrivere.)GERMONT Che pensate?VIOLETTA Sapendol, v'opporreste al pensier mio.GERMONT Generosa! e per voi che far poss'io?VIOLETTA (tornando a lui) Morrò! la mia memoria Non fia ch'ei maledica, Se le mie pene orribili Vi sia chi almen gli dica.GERMONT No, generosa, vivere, E lieta voi dovrete, Merce' di queste lagrime Dal cielo un giorno avrete.VIOLETTA Conosca il sacrifizio Ch'io consumai d'amor Che sarà suo fin l'ultimo Sospiro del mio cor.GERMONT Premiato il sacrifizio Sarà del vostro amor; D'un opra così nobile Sarete fiera allor.VIOLETTA Qui giunge alcun: partite!GERMONT Ah, grato v'è il cor mio!VIOLETTA Non ci vedrem più forse.(S'abbracciano.) A DUE Siate felice Addio!(Germont esce per la porta del giardino.) | ACTO SEGUNDO
Primera Escena (Una casa de campo cerca de París. Un salón en la planta baja. En el fondo cara a los espectadores una chimenea, un espejo y un reloj de pared, entre dos puertas que conducen a un jardín. Unas sillas, unos veladores, algunos libros y lo necesario para escribir. Alfredo entra vestido de caza).ALFREDO (dejando su escopeta) ¡Lejos de ella, para mí no hay placer! Ya han pasado tres meses desde que Violeta renunció por mí a la fortuna, al lujo, a los honores y a las fiestas suntuosas, donde, habituada a los homenajes, ella veía a todo el mundo esclavo de su belleza. Y ahora, feliz en esta tranquila casa de campo, ella olvida todo por mí. Y aquí, cerca de ella, me siento renacer y regenerado por la fuerza del amor, he olvidado en sus brazos todo el pasado. Y el ardor juvenil de mi espíritu ardiente ¡ella lo calma con la serena sonrisa de su amor!. Desde el día que ella me dijo: "Quiero vivir solamente para ti", yo me creo cerca del cieloEscena Segunda (Annina entra en traje de viaje) ALFREDO Annina ¿de dónde vienes?ANNINA De ParísALFREDO ¿Quién te ha enviado?ANNINA La señoraALFREDO ¿Por qué?ANNINA Para vender sus caballos, coches y todo aquello que aún posee.ALFREDO ¡Qué es lo que oigo!ANNINA El precio por vivir aquí sola es caro.ALFREDO ¿Qué me escondes?ANNINA Me ha impuesto silencio.ALFREDO ¿Impuesto?, y dime ¿cuánto necesita?ANNINA Mil luises.ALFREDO ¡Salgo ahora!. Me voy a París. Que la señora ignore esta conversación. Aún puedo remediar esto.(Annina sale) Escena Tercera ALFREDO (solo) ¡Oh remordimiento! ¿Oh vergüenza! ¡Haber vivido tan equivocado! ¡Pero del sueño he despertado en un instante por la verdad! Mi pecho debe de permanecer tranquilo, Grito del honor, Seré tu seguro vengador, Lavaré esta deshonra.(sale) Escena Cuarta (Violeta entra con algunos papeles en la mano. Ella habla con Annina y Giuseppe).VIOLETA ¿Alfredo?ANNINA Acaba de salir hacia París.VIOLETA ¿Cuándo regresará?ANNINA Antes de la caída de la noche... Me ha dicho que os avisara.VIOLETA Es extraño.ANNINA (dándole una carta) Es para vosVIOLETA (con la carta en la mano) Está bien. Dentro de poco vendrá un hombre de negocios... Que entre inmediatamente(Annina y Giuseppe salen) Escena Quinta VIOLETA (lee la carta) ¡Ah! ¡Flora ha descubierto mi retiro!. ¡Me invita a un baile esta noche! Me esperará en vano.(deja la carta en la mesa y se sienta) GIUSEPPE Un señor ha venido...VIOLETA Debe ser el que espero.(le hace una señal a para que entre). GERMONT Señorita Valéry.VIOLETA Soy yo.GERMONT Soy el padre de Alfredo.VIOLETA (sorprendida, lo invita a sentarse) ¡Usted!GERMONT (sentándose) ¡Sí, del incauto que va a la ruina hechizado por vos!.VIOLETA (se levanta, ofendida) Yo, señor, soy una mujer y estoy en mi casa. Os pido que me excuséis en vuestro interés más que en el mío.(ella va a salir) GERMONT (para sí) ¡Qué modales!Sin embargo... VIOLETA Está usted en un error.(vuelve a sentarse) GERMONT El quiere daros todas sus posesiones.VIOLETA No lo ha hecho... Yo los rechazaría.GERMONT (viendo alrededor suyo) Entonces, todo este lujo...VIOLETA Nadie conoce estos papeles... Los pongo en su conocimiento.(ella le da los papeles) GERMONT (después de recorrerlos con la mirada) ¡Cielos!. ¡Qué es lo que estoy descubriendo!. Queréis vender todos vuestros bienes. ¿Por qué entonces el pasado os acusa?VIOLETA (con entusiasmo) El pasado no existe; amo a Alfredo; Dios lo borró con mi arrepentimiento.GERMONT En verdad nos sentimos muy nobles.VIOLETA ¡Oh!. ¡Qué dulces suenan vuestras palabras en mis oídos!.GERMONT (levantándose) Y en el nombre de estos sentimientos os pido un sacrificio.VIOLETA (levantándose) ¡Ah no!, callaos. Vos me pediréis una cosa terrible. Lo presentía...Os esperaba.... Era tan feliz.GERMONT El padre de Alfredo os pide ahora decidir el futuro de sus dos hijos.VIOLETA ¡Sus dos hijos!GERMONT Sí. Pura, parece un ángel, Dios me ha dado una hija. Si Alfredo rehúsa volver al seno de la familia, el amado y joven amante que deberá desposarla rechazará esta unión que nos devolvería la felicidad. ¡Ah!, no cambiéis en espinas las rosas del amor. Que vuestro corazón no sea insensible a mis plegarias.VIOLETA ¡Ah entiendo!... por algún tiempo deberé alejarme de Alfredo... es muy doloroso para mí...sin embargo...GERMONT Eso no es lo que os pidoVIOLETA ¿Queréis mas? ¡Yo os lo ofreceré también!GERMONT No basta.VIOLETA ¿Me pedís que renuncie a él para siempre?GERMONT Es necesario.VIOLETA ¡No, nunca! Ignoráis al amor grande, inmenso que vive y crece en mi pecho; ¿no tengo ni parientes, ni amigos?. ¿No sabéis que Alfredo me ha jurado que en él encontraré todo? ¿Vos ignoráis que mi vida está minada por una terrible enfermedad que no perdona? ¿Y qué mi fin está próximo? ¡Ah!, ¿qué yo me separe de Alfredo?. ¡El suplicio es tan cruel que yo prefiero morir!GERMONT El sacrificio es grande, pero escucharme con calma... Vos sois joven y bella... con el tiempo...VIOLETA ¡Ah! ¡Callaos! Entendedme...¡es imposible! Solo puedo amarle a él.GERMONT Sí, pero... el hombre es voluble.VIOLETA ¡Gran Dios!GERMONT Un día, cuando los encantos del amor se marchiten con el tiempo, el aburrimiento no tardará en aparecer. ¿Qué pasará entonces?. Pensad... Los sentimientos más profundos no os serán de ningún consuelo por que el cielo no ha bendecido esta unión...VIOLETA ¡Es verdad, es verdad!GERMONT Entonces, olvidad ese sueño de seducción. Sed de mi familia el ángel consolador. ¡Violeta pensad!. Todavía estáis a tiempo. Es Dios quién inspira, joven mujer, a un padre estas palabras.VIOLETA (para sí, con dolor) Así pues para la mísera que un día cayó, toda esperanza está perdida. Aunque Dios la otorgue por su caridad el hombre siempre es implacable.(llorando a Germont) ¡Decidle a vuestra bella hija que una pobre mujer que no tiene más que un bien precioso en la vida se sacrificará por ella y morirá!GERMONT Sí, llora entonces desdichada, ahora veo qué grande es el sacrificio que haces. ¡En mi corazón siento tanto sufrimiento! Valor... y tu noble corazón vencerá.(silencio) VIOLETA Decidme lo que debo hacer.GERMONT Decidle que no lo amáis.VIOLETA Él no lo creerá.GERMONT ¡Iros!VIOLETA Él me seguirá.GERMONT Entonces...VIOLETA Abrazadme como a vuestra hija... así seré fuerte.(se abrazan) Dentro de poco... ¡Alfredo será vuestro! Pero muy desdichado, sin duda De prisa id hacia allí a consolarlo.(Ella le indica el jardín. Violeta se sienta a escribir)GERMONT Y ahora, ¿en qué pensáis?VIOLETA Si lo supierais os opondríais a mi idea.GERMONT ¡Generosa mujer!, ¿qué puedo hacer por vos?VIOLETA (volviéndose hacia él) ¡Moriré!, al menos que él no maldiga mi memoria si alguien le revela mis atroces sufrimientos.GERMONT No, generosa mujer, debéis vivir y vivir feliz. La recompensa a vuestras lágrimas la tendréis algún día del cielo.VIOLETA Que él conozca el sacrificio que yo hago por amor, que será suyo el último suspiro de mi corazón.GERMONT El sacrificio de vuestro corazón os será premiado. Y de una acción tan noble podéis estar orgullosa.VIOLETA ¡Alguien llega, salid!GERMONT ¡Ah!, mi corazón os está agradecido.VIOLETA Puede ser que no nos veamos más.(Ellos se abrazan) VIOLETA, GERMONT Sed feliz....¡Adiós!(Germont sale por la puerta del jardín.) |
|
Scena Sesta
Dammi tu forza, o cielo! (Siede, scrive, poi suona il campanello Annina entra)
Mi richiedeste? VIOLETTA Sì, reca tu stessa questo foglio (Annina ne guarda la direzione e se ne mostra sorpresa.)
(entrando) Che fai? VIOLETTA (nascondendo la lettera) Nulla. ALFREDO Scrivevi? VIOLETTA (confusa) Sì... no... ALFREDO Qual turbamento! a chi scrivevi? VIOLETTA A te ALFREDO Dammi quel foglio. VIOLETTA No, per ora ALFREDO Mi perdona son io preoccupato. VIOLETTA (alzandosi) Che fu? ALFREDO Giunse mio padre VIOLETTA Lo vedesti? ALFREDO Ah no: severo scritto mi lasciava Però l'attendo, t'amerà in vederti. VIOLETTA (molto agitata) Ch'ei qui non mi sorprenda Lascia che m'allontani tu lo calma (mal frenato il pianto)
O, quanto Perchè piangi? VIOLETTA Di lagrime avea d'uopo or son tranquilla (sforzandosi)
Ah, vive sol quel core all'amor mio! (Siede, prende a caso un libro, legge alquanto, quindi si alza guarda l'ora '' ssull'orologio ovrapposto al camino.)''
(entrando frettoloso) La signora è partita L'attendeva un calesse, e sulla via Già corre di Parigi Annina pure Prima di lei spariva. ALFREDO Il so, ti calma. GIUSEPPE (fra sè) Che vuol dir ciò? (Parte.)
Va forse d'ogni avere Ad affrettar la perdita Ma Annina Lo impedirà. (Si vede il padre attraversare in lontananza il giardino.)
(alla porta) Il signor Germont? ALFREDO Son io. COMMISSARIO Una dama Da un cocchio, per voi, di qua non lunge, Mi diede questo scritto (Dà una lettera ad Alfredo, ne riceve qualche moneta e parte.)
Di Violetta! Perchè son io commosso! A raggiungerla forse ella m'invita Io tremo! Oh ciel! Coraggio! (Apre e legge.)
nelle cui braccia si abbandona)
Mio figlio! Oh, quanto soffri! tergi, ah, tergi il pianto Ritorna di tuo padre orgoglio e vanto (Alfredo disperato, siede presso il tavolino col volto tra le mani.)
Mille serpi divoranmi il petto (respingendo il padre)
Lasciarti! ALFREDO (risoluto) Oh vendetta! GERMONT Non più indugi; partiamo t'affretta ALFREDO (fra sè) Ah, fu Douphol! GERMONT M'ascolti tu? ALFREDO No. GERMONT Dunque invano trovato t'avrò! No, non udrai rimproveri; Copriam d'oblio il passato; L'amor che m'ha guidato, Sa tutto perdonar. Vieni, i tuoi cari in giubilo Con me rivedi ancora: A chi penò finora Tal gioia non negar. Un padre ed una suora T'affretta a consolar. ALFREDO (Scuotendosi, getta a caso gli occhi sulla tavola, vede la lettera di Flora) Ah! ell'è alla festa! volisi L'offesa a vendicar. (Fugge precipitoso.)
Che dici? Ah, ferma! (Lo insegue.)
riccamente addobbata ed illuminata. Una porta nel fondo e due laterali. A destra, più avanti, un tavoliere con quanto occorre pel giuoco; a sinistra, ricco tavolino con fiori e rinfreschi, varie sedie e un divano. Flora, il Marchese, il Dottore ed altri invitati entrano dalla sinistra discorrendo fra loro.)
Avrem lieta di maschere la notte: N'è duce il viscontino Violetta ed Alfredo anco invitai. MARCHESE La novità ignorate? Violetta e Germont sono disgiunti. DOTTORE, FLORA Fia vero? MARCHESE Ella verrà qui col barone. DOTTORE Li vidi ieri ancor parean felici. (S'ode rumore a destra.)
Silenzio udite? TUTTI Giungono gli amici. |
Escena Sexta
¡Cielos, dadme coraje! (Violeta se sienta a escribir, después agita una campanilla. Annina entra).
¿Me llamabais, señora? VIOLETA Sí...Lleva tu misma este mensaje... (Annina mira la dirección y parece sorprendida).
(entra) ¿Qué haces? VIOLETA (escondiendo la carta) Nada... ALFREDO Escribíais... VIOLETA (confusa) No...Sí.... ALFREDO ¡Qué turbación! ¿A quién escribíais? VIOLETA ¡A ti! ALFREDO Dame esa carta VIOLETA No, de momento. ALFREDO Perdóname...estoy preocupado VIOLETA (levantándose) ¿Qué pasa? ALFREDO Mi padre ha llegado. VIOLETA ¿Le has visto? ALFREDO No...Me ha dejado una carta muy seria. Pero, lo esperaba. Él te amará cuando te vea. VIOLETA (muy agitada) Que no me sorprenda aquí, dejadme marchar... tú lo tranquilizarás. (sin apenas poder contener el llanto)
¡Oh cuanto! ¿Por qué lloras! VIOLETA Tengo necesidad de lágrimas... Ya estoy tranquila... (esforzándose)
¡Ah! ¡Solo vive por mi amor! (Se sienta y lee un poco, de repente se levanta y mira el reloj que está encima de la chimenea).
(entrando presuroso) La señora se ha marchado... La esperaba una calesa, Va al galope camino de París. Annina va con ella. ALFREDO Lo sé, tranquilízate. GIUSEPPE (para sí) ¿Qué quiere decir esto? (sale)
Seguramente va a vender todos sus bienes, pero Annina lo impedirá. (Se ve a distancia al padre atravesando el jardín).
(en la puerta) ¿Señor Germont?. ALFREDO Yo soy. EL MENSAJERO Una dama en una calesa no lejos de aquí me ha dado esta carta para vos. (Le da una carta a Alfredo, recibe una moneda y se va).
¡De Violeta! ¿Por qué estoy inquieto? ¿Me invita a ir a su encuentro, quizás? ¡Estoy temblando! ¡Oh, cielos! ¡Valor! (La abre y lee).
y se echa en sus brazos).
¡Hijo mío! ¡Oh, cuanto sufres!, seca tus lágrimas. Que vuelva a ti el orgullo y el valor. (Alfredo desesperado se sienta con la cara entre las manos.)
Mil serpientes me devoran el pecho... (rechaza al padre)
¡Dejarte! ALFREDO (con determinación) ¡Oh, venganza! GERMONT ¡No nos entretengamos más, vámonos! ALFREDO (para sí) ¡Ha sido Douphol! GERMONT ¿Me escuchas? ALFREDO ¡No! GERMONT ¿Te habré encontrado en vano? No, no te reprocharé nada; Olvidaremos el pasado. El amor que me ha traído aquí, Sabe perdonar todo. Ven junto a los tuyos, que te aman silenciosos. No niegues esta alegría a quien ha sufrido tanto. Consuela pronto a un padre y una hermana. ALFREDO (volviendo en sí, ve sobre la mesa la carta de Flora) ¡Oh!. Ella está en una fiesta. Que yo vuele para vengar esta ofensa. (sale precipitadamente)
¿Qué dices? ¡Vuelve! (lo sigue)
ricamente amueblado y muy iluminado. Una puerta al fondo y otras de cada lado. A la derecha, una mesa de juego con lo necesario. A la izquierda una elegante mesa con unas flores y viandas. Cerca un diván y unas sillas. Flora, el Marqués y el Doctor Grenvil entran charlando con otros invitados)
Unas máscaras vendrán para la fiesta. El Vizconde se está ocupando de ello. Vendrán también a Violeta y a Alfredo. EL MARQUÉS ¿No conocéis la noticia? Violeta y Germont se han separado. EL DOCTOR, FLORA ¿De verdad? EL MARQUÉS Ella vendrá con el Barón. EL DOCTOR Yo los he visto ayer. Parecían felices (Se oyen risas desde la derecha).
Silencio ¿Oís? TODOS Nuestros amigos llegan. |
|
Scena Decima
Zingare, che entrano dalla destra.)
Noi siamo zingarelle Venute da lontano; D'ognuno sulla mano Leggiamo l'avvenir. Se consultiam le stelle Null'avvi a noi d'oscuro, E i casi del futuro Possiamo altrui predir. ZINGARA PRIMA Vediamo! Voi, signora, (Prendono la mano di Flora e l'osservano.)
(Fanno lo stesso al Marchese.) Marchese, voi non siete Model di fedeltà. FLORA (al Marchese) Fate il galante ancora? Ben, vo' me la paghiate MARCHESE (a Flora) Che dianzi vi pensate? L'accusa è falsità. FLORA La volpe lascia il pelo, Non abbandona il vizio Marchese mio, giudizio O vi farò pentir. TUTTI Su via, si stenda un velo Sui fatti del passato; Già quel ch'è stato è stato, Badate/Badiamo all'avvenir. (Flora ed il Marchese si stringono la mano.)
Mattadori, Piccadori spagnuoli, ch'entrano vivamente dalla destra.)
Di Madride noi siam mattadori, Siamo i prodi del circo de' tori, Testè giunti a godere del chiasso Che a Parigi si fa pel bue grasso; E una storia, se udire vorrete, Quali amanti noi siamo saprete. GLI ALTRI Sì, sì, bravi: narrate, narrate: Con piacere l'udremo GASTONE, MATTADORI Ascoltate. È Piquillo un bel gagliardo Biscaglino mattador: Forte il braccio, fiero il guardo, Delle giostre egli è signor. D'andalusa giovinetta Follemente innamorò; Ma la bella ritrosetta Così al giovane parlò: Cinque tori in un sol giorno Vò vederti ad atterrar; E, se vinci, al tuo ritorno Mano e cor ti vo' donar. Sì, gli disse, e il mattadore, Alle giostre mosse il piè; Cinque tori, vincitore Sull'arena egli stende. GLI ALTRI Bravo, bravo il mattadore, Ben gagliardo si mostrò Se alla giovane l'amore In tal guisa egli provò. GASTONE, MATTADORI Poi, tra plausi, ritornato Alla bella del suo cor, Colse il premio desiato Tra le braccia dell'amor. GLI ALTRI Con tai prove i mattadori San le belle conquistar! GASTONE, MATTADORI Ma qui son più miti i cori; A noi basta folleggiar... TUTTI Sì, sì, allegri Or pria tentiamo Della sorte il vario umor; La palestra dischiudiamo Agli audaci giuocator. (Gli uomini si tolgono la maschera, chi passeggia e chi si accinge a giuocare. Alfredo entra)
Alfredo! Voi! ALFREDO Sì, amici FLORA Violetta? ALFREDO Non ne so. TUTTI Ben disinvolto! Bravo! Or via, giuocar si può. (Gastone si pone a tagliare, Alfredo ed altri puntano. Violetta entra al braccio del Barone.)
(andandole incontro) Qui desiata giungi. VIOLETTA Cessi al cortese invito. FLORA Grata vi son, barone, d'averlo pur gradito. BARONE (piano a Violetta) Germont è qui! il vedete! VIOLETTA (fra sè) Ciel! gli è vero. Il vedo. BARONE (cupo) Da voi non un sol detto si volga A questo Alfredo. VIOLETTA (fra sè) Ah, perchè venni, incauta! Pietà di me, gran Dio! FLORA (a Violetta, facendola sedere presso di sè sul divano) Meco t'assidi: narrami quai novità vegg'io? (Il Dottore si avvicina ad esse, che sommessamente conversano. Il Marchese si trattiene a parte col Barone, Gastone taglia, Alfredo ed altn puntano, altri passeggiano.)
Un quattro! GASTONE Ancora hai vinto. ALFREDO Sfortuna nell'amore Vale fortuna al giuoco! (Punta e vince)
È sempre vincitore! ALFREDO Oh, vincerò stasera; e l'oro guadagnato Poscia a goder tra' campi ritornerò beato. FLORA Solo? ALFREDO No, no, con tale che vi fu meco ancor, Poi mi sfuggia VIOLETTA (fra sè) Mio Dio! GASTONE (ad Alfredo, indicando Violetta) Pietà di lei! BARONE (ad Alfredo, con mal frenata ira) Signor! VIOLETTA (al Barone) Frenatevi, o vi lascio. ALFREDO (disinvolto) Barone, m'appellaste? BARONE Siete in sì gran fortuna, Che al giuoco mi tentaste. ALFREDO (ironico) Sì? la disfida accetto VIOLETTA (fra sè) Che fia? morir mi sento. BARONE (puntando) Cento luigi a destra. ALFREDO (puntando) Ed alla manca cento. GASTONE Un asse un fante hai vinto! BARONE Il doppio? ALFREDO Il doppio sia. GASTONE (tagliando) Un quattro, un sette. TUTTI Ancora! ALFREDO Pur la vittoria è mia! CORO Bravo davver! la sorte è tutta per Alfredo! FLORA Del villeggiar la spesa farà il baron, Già il vedo. ALFREDO (al Barone) Seguite pur. SERVO La cena è pronta. FLORA Andiamo CORO (avviandosi) Andiamo. ALFREDO (al barone tra loro a parte) Se continuar v'aggrada BARONE Per ora nol possiamo: Più tardi la rivincita. ALFREDO Al gioco che vorrete. BARONE Seguiam gli amici; poscia ALFREDO Sarò qual bramerete. (Tutti entrano nella porta di mezzo: la scena rimane un istante vuota.) |
Escena Décima
entran por la derecha)
Somos cíngaras que venimos de muy lejos. En la mano de cada uno leemos el futuro. Si interrogamos a los astros nada es oscuro para nosotras. Y podemos predecir todo lo que el futuro nos reserva ZÍNGARA PRIMERA ¡Veamos! Vos, señora... (tomándole la mano a Flora y examinándola)
(Hace lo mismo con el Marqués) Marqués no sois un modelo de constancia. FLORA (Al Marqués) ¿Hacéis todavía de galán? Está bien, me pagaréis eso. EL MARQUÉS (A Flora) Pero ¿qué pensáis?. La acusación es falsa. FLORA El zorro pierde su pelaje pero no abandona su vicio. Querido Marqués, sed prudente u os vais a arrepentir. TODOS Está bien, corramos un velo sobre el pasado. Lo que ha sido ha sido, soñemos entonces con el futuro. (Flora y el Marqués se estrechan la mano)
izquierda, disfrazados de toreros y picadores españoles.)
Somos los toreros de Madrid los valientes de las plazas. Venimos a unirnos a la fiesta del Carnaval de París, y si oís nuestra historia hasta su fin sabréis que grandes amantes somos. LOS OTROS ¡Sí, sí....Bravo; contad, contad! ¡Os escucharemos con placer! GASTÓN, LOS TOREROS Escuchad. Piquillo es un bello y gallardo torero vizcaíno; el brazo fuerte, la mirada fiera, es el rey de las corridas. En esto, de una joven andaluza locamente se enamoró un día, pero la bella joven le cuenta su sueño al joven torero: "cinco toros en un solo día debes abatir ante mis ojos, y si lo logras, a tu vuelta, te daré mi corazón y mi mano". Sí, le dijo el torero saliendo hacia la plaza; con cinco toros combatiré y a los cinco mataré en un solo día. LOS OTROS ¡Bravo, bravo al torero, se batirá como un campeón y probará de esta manera su amor ante su amada! GASTÓN, LOS TOREROS Más tarde, vuelve junto a su amada, entre aplausos y ovaciones, a cobrar el premio deseado en los brazos del amor. LOS OTROS ¡De esta forma, los toreros saben conquistar a las mujeres! GASTÓN, LOS TOREROS Pero aquí los corazones son más dulces y nos bastan, pues, nuestros coqueteos... TODOS Sí, sí, alegría... pero tentemos a la Fortuna caprichosa; abramos las puertas de la plaza a los jugadores más audaces. (Los hombres se quitan sus máscaras; algunos marchan y otros se aprestan a jugar. Alfredo hace su entrada).
¡Alfredo!...¡Vos! ALFREDO Sí, amigos míos. FLORA ¿Y Violeta? ALFREDO No sé donde se encuentra. TODOS Bien ¡No se lo tomó a mal! ¡Bravo! Juguemos. (Gastón corta. Alfredo y los otros apuestan. Violeta entra del brazo del Barón.)
(saliendo a su encuentro) Que contenta estoy de que hayas venido VIOLETA No podía rechazar tan cortés invitación. FLORA Gracias por venir, Barón. Os agradezco que la hayáis aceptado. EL BARÓN (en voz baja a Violeta) Germont está aquí ¿Le veis?. VIOLETA (para sí) ¡Cielos, es verdad!. Está ahí. EL BARÓN (sombrío) No le digáis ni una sola palabra, ¿me entendéis? VIOLETA (para sí) ¿Por qué habré venido? ¡imprudente! !Gran Dios apiádate de mí! FLORA (A Violeta, haciéndola sentar cerca de ella en un diván). Siéntate cerca de mí... ¿Qué novedades hay? (El Doctor se acerca a ellas que hablan en voz baja. El Marqués en un aparte con el Barón. Gastón distribuye las cartas. Alfredo y los otros juegan y apuestan)
¡Un cuatro! GASTÓN ¡Has ganado! ALFREDO Desgraciado en amores, afortunado en el juego. (Apuesta de nuevo y gana)
¡Siempre gana! ALFREDO ¡Oh! ganaré esta tarde y con mi oro regresaré para vivir feliz en el campo. FLORA ¿Solo? ALFREDO No, no... Con alguien que estuvo conmigo y que me ha abandonado... VIOLETA (para sí) ¡Dios mío! GASTÓN (a Alfredo señalando a Violeta). ¡Piedad para ella! EL BARÓN (a Alfredo con cólera mal contenida) ¡Señor! VIOLETA (al Barón) ¡Conteneos u os abandono! ALFREDO (con desenvoltura) ¿Me llamabais, Barón? EL BARÓN Tenéis tanta suerte que estoy tentado a jugar. ALFREDO (irónico) ¿Sí?, acepto el desafío. VIOLETA (para sí) ¿Qué va a pasar? ¡me siento morir!. EL BARÓN (jugando) Cien luises a la de la derecha. ALFREDO (apostando) Y cien a la de la izquierda. GASTÓN Un as, una sota... ¡Habéis ganado!. EL BARÓN ¿Doblamos la apuesta? ALFREDO De acuerdo. GASTÓN (sirviendo) Un cuatro y un siete. TODOS ¡Otra vez! ALFREDO La victoria es para mí. EL CORO ¡Bravo!. En verdad la suerte está del lado de Alfredo. FLORA El Barón por lo que veo, pagará la estancia en el campo. ALFREDO (al barón) ¡Sigamos! UN CRIADO La cena está servida. FLORA Vayamos. CORO (pasando a la mesa) Vayamos. ALFREDO (Al barón) Si lo deseáis podemos continuar... EL BARÓN Ahora no es posible. La revancha será más tarde. ALFREDO Al juego que os plazca. EL BARÓN Sigamos a nuestros amigos; después... ALFREDO Como queráis. ¡Vayamos! (Todos salen por la puerta del medio; la escena queda por un instante vacía. |
|
Scena Tredicesima
Invitato a qui seguirmi, Verrà desso? vorrà udirmi? Ei verrà, che l'odio atroce Puote in lui più di mia voce ALFREDO Mi chiamaste? che bramate? VIOLETTA Questi luoghi abbandonate Un periglio vi sovrasta ALFREDO Ah, comprendo! Basta, basta E sì vile mi credete? VIOLETTA Ah no, mai ALFREDO Ma che temete?. . VIOLETTA Temo sempre del Barone ALFREDO È tra noi mortal quistione S'ei cadrà per mano mia Un sol colpo vi torria Coll'amante il protettore V'atterrisce tal sciagura? VIOLETTA Ma s'ei fosse l'uccisore? Ecco l'unica sventura Ch'io pavento a me fatale! ALFREDO La mia morte! Che ven cale? VIOLETTA Deh, partite, e sull'istante. ALFREDO Partirò, ma giura innante Che dovunque seguirai I miei passi VIOLETTA Ah, no, giammai. ALFREDO No! giammai! VIOLETTA Va, sciagurato. Scorda un nome ch'è infamato. Va mi lascia sul momento Di fuggirti un giuramento Sacro io feci ALFREDO E chi potea? VIOLETTA Chi diritto pien ne avea. ALFREDO Fu Douphol? VIOLETTA (con supremo sforzo) Sì. ALFREDO Dunque l'ami? VIOLETTA Ebben l'amo ALFREDO (Corre furente alla porta e grida ) Or tutti a me. Scena Quattordicesima
confusamente ritornano.)
Ne appellaste? Che volete? ALFREDO (additando Violetta che abbattuta si appoggia al tavolino) Questa donna conoscete? TUTTI Chi? Violetta? ALFREDO Che facesse Non sapete? VIOLETTA Ah, taci TUTTI No. ALFREDO Ogni suo aver tal femmina Per amor mio sperdea Io cieco, vile, misero, Tutto accettar potea, Ma è tempo ancora! tergermi Da tanta macchia bramo Qui testimoni vi chiamo Che qui pagata io l'ho. (Getta con furente sprezzo una borsa ai piedi di Violetta, che sviene tra le braccia di Flora e del Dottore. In tal momento entra il padre.)
Oh, infamia orribile Tu commettesti! Un cor sensibile Così uccidesti! Di donne ignobile Insultator, Di qui allontanati, Ne desti orror. GERMONT (con dignitoso fuoco) Di sprezzo degno se stesso rende Chi pur nell'ira la donna offende. Dov'è mio figlio? più non lo vedo: In te più Alfredo - trovar non so. (fra sè)
(da sè) Ah sì che feci! ne sento orrore. Gelosa smania, deluso amore Mi strazia l'alma più non ragiono. Da lei perdono - più non avrò. Volea fuggirla non ho potuto! Dall'ira spinto son qui venuto! Or che lo sdegno ho disfogato, Me sciagurato! - rimorso n'ho. VIOLETTA (riavendosi) Alfredo, Alfredo, di questo core Non puoi comprendere tutto l'amore; Tu non conosci che fino a prezzo Del tuo disprezzo - provato io l'ho! Ma verrà giorno in che il saprai Com'io t'amassi confesserai Dio dai rimorsi ti salvi allora; Io spenta ancora - pur t'amerò. BARONE (piano ad Alfredo) A questa donna l'atroce insulto Qui tutti offese, ma non inulto Fia tanto oltraggio - provar vi voglio Che tanto orgoglio - fiaccar saprò. TUTTI (a Violeta) Ah, quanto peni! Ma pur fa core Qui soffre ognuno del tuo dolore; Fra cari amici qui sei soltanto; Rasciuga il pianto - che t'inondò. |
Escena Decimotercera
¡Le he invitado a seguirme hasta aquí!. ¿Vendrá?. ¿Querrá escucharme?. Vendrá, porque su atroz odio habla más fuerte que yo. ALFREDO ¿Me habéis llamado?. ¿Qué deseáis? VIOLETA ¡Os lo ruego, partid inmediatamente, estáis en peligro! ALFREDO ¡Ah!. Ya comprendo. ¡Basta, basta! ¿Me creéis tan cobarde?. VIOLETA ¡Ah, no!. Nunca. ALFREDO ¿Qué teméis entonces?. VIOLETA Temo al Barón. ALFREDO Somos enemigos mortales... Si cae por mi mano un solo golpe os quitará al amante y al protector. ¿Os horroriza tal desgracia? VIOLETA ¿Y si fueseis vos el asesinado? Esa es la única desgracia que yo temo, fatal para mí. ALFREDO Mi muerte...¿qué os importa? VIOLETA ¡Venga!. ¡Partid al instante!. ALFREDO Partiré pero antes júrame que me seguirás donde yo vaya... VIOLETA ¡Ah!. ¡Nunca!. ALFREDO ¿Eso nunca? VIOLETA ¡Vete, desafortunado! ¡Olvida mi nombre marcado por la infamia! Vete. Apártate de mí al instante. He jurado evitarte. ALFREDO Pero, ¿Quién ha podido pedírtelo? VIOLETA Una persona que tenía todo el derecho. ALFREDO ¿Es Douphol? VIOLETA (con gran esfuerzo) Sí. ALFREDO Entonces, ¿Le amas?. VIOLETA Y bien, sí...¡Le amo!. ALFREDO (corre furioso hacia la puerta y grita:) ¡Todos, venid aquí! Escena Decimocuarta
en desorden.)
¿Nos habéis llamado.? ¿Qué queréis? ALFREDO (Señalando a Violeta, quién abatida se apoya en la puerta.) ¿Conocéis a esta mujer?. TODOS ¿Quién? ¿A Violeta? ALFREDO ¿Sabéis lo que ha hecho?. ¿Lo sabéis? VIOLETA ¡Ah!. ¡Cállate! TODOS No. ALFREDO Esta mujer ha despilfarrado por mí toda su fortuna, por mi amor. Yo ciego, vil, infame todo le he aceptado. Pero ¡todavía estoy a tiempo!. Me voy a limpiar del tal mancha. Os tomo por testigos que le pago todo lo que le debo. (Alfredo tira con desprecio una bolsa a los pies de Violeta, que se echa en los brazos de Flora. Giorgio Germont entra en ese momento)
¡Oh!. ¡Qué innoble infamia has cometido! ¡Has asesinado un corazón sensible!. Vil injuriador de mujeres, ¡vete de aquí, nos causas horror! GERMONT (furioso pero con dignidad) No merece más que desprecio aquel que, aunque airado, ofende a una mujer. ¿Dónde está mi hijo?. No lo veo; en ti yo no encuentro a mi Alfredo. (para sí)
(para sí) ¡Ah!. ¿Qué he hecho?. Estoy avergonzado. Celos furiosos y pasión frustrada, me destrozan el alma, he perdido la razón... Y nunca tendré su perdón. ¡Quería alejarla y no he podido!. ¡Vine aquí poseído por la cólera! ¡La he satisfecho, y ahora infeliz de mí, siento remordimientos! VIOLETA (recuperando el conocimiento) Alfredo, Alfredo. No puedes comprender el amor de mi corazón: aún a riesgo de encontrar tu desprecio, lo he puesto a prueba. Algún día sabrás cuanto te he amado Que Dios te guarde entonces de los remordimientos. Yo, aún en la tumba, te amaré. EL BARÓN (en voz baja a Alfredo) La injuria atroz hecha a esta mujer nos ha ofendido a todos, pero tal ultraje será vengado. Os probaré que sabré destruir tanta insolencia. TODOS (a Violeta) ¡Cuánto sufres!. Pero se valiente, cada uno de nosotros sufre contigo. Aquí solo hay amigos fieles, seca esas lágrimas que derramas. |
|
ATTO TERZO Preludio Scena Prima (Camera da letto di Violetta. Nel fondo è un letto con cortine mezze tirate; una finestra chiusa da imposte interne; presso il letto uno sgabello su cui una bottiglia di acqua, una tazza di cristallo, diverse medicine. A metà della scena una toilette, vicino un canapè; più distante un altro mobile, sui cui arde un lume da notte; varie sedie ed altri mobili. La porta è a sinistra; di fronte v'è un caminetto con fuoco acceso. Violetta dorme sul letto. Annina, seduta presso il caminetto, è pure addormentata.)VIOLETTA (destandosi) Annina?ANNINA (svegliandosi confusa) Comandate?VIOLETTA Dormivi, poveretta?ANNINA Sì, perdonate.VIOLETTA Dammi d'acqua un sorso.(Annina eseguisce.) Osserva, è pieno il giorno? ANNINA Son sett'ore.VIOLETTA Dà accesso a un po' di luce(Apre le imposte e guarda nella via.) ANNINA Il signor di Grenvil!VIOLETTA Oh, il vero amico! Alzar mi vo' m'aita.(Si rialza e ricade; poi, sostenuta da Annina, va lentamente verso il canapè, ed il Dottore entra in tempo per assisterla ad adagiarsi. Annina vi aggiunge dei cuscini.)Scena Seconda VIOLETTA Quanta bontà pensaste a me per tempo!DOTTORE (Le tocca il polso.) Or, come vi sentite?VIOLETTA Soffre il mio corpo, ma tranquilla ho l'alma. Mi confortò iersera un pio ministro. Religione è sollievo à sofferenti.DOTTORE E questa notte?VIOLETTA Ebbi tranquillo il sonno.DOTTORE Coraggio adunque la convalescenza Non è lontanaVIOLETTA Oh, la bugia pietosa À medici è concessaDOTTORE (stringendole la mano) Addio a più tardi.VIOLETTA Non mi scordate.ANNINA (piano al Dottore accompagnandolo) Come va, signore?DOTTORE (piano a parte) La tisi non le accorda che poche ore.(Esce.) Scena Terza ANNINA Or fate cor.VIOLETTA Giorno di festa è questo?ANNINA Tutta Parigi impazza è carnevaleVIOLETTA Ah, nel comun tripudio, sallo il cielo Quanti infelici soffron! Quale somma V'ha in quello stipo?(indicandolo) ANNINA (L'apre e conta.) Venti luigi.VIOLETTA Dieci ne reca ai poveri tu stessa.ANNINA Poco rimanvi alloraVIOLETTA Oh, mi sarà bastante; Cerca poscia mie lettere.ANNINA Ma voi?VIOLETTA Nulla'occorrà sollecita, se puoi(Annina esce) Scena Quarta VIOLETTA (Trae dal seno una lettera.) "Teneste la promessa la disfida Ebbe luogo! il barone fu ferito, Però migliora Alfredo È in stranio suolo; il vostro sacrifizio Io stesso gli ho svelato; Egli a voi tornerà pel suo perdono; Io pur verrò Curatevi meritate Un avvenir migliore. - Giorgio Germont".(desolata) È tardi! (Si alza.) Attendo, attendo nè a me giungon mai!... (Si guarda allo specchio.) Oh, come son mutata! Ma il dottore a sperar pure m'esorta! Ah, con tal morbo ogni speranza è morta. Addio, del passato bei sogni ridenti, Le rose del volto già son pallenti; L'amore d'Alfredo pur esso mi manca, Conforto, sostegno dell'anima stanca Ah, della traviata sorridi al desio; A lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio, Or tutto finì. Le gioie, i dolori tra poco avran fine, La tomba ai mortali di tutto è confine! Non lagrima o fiore avrà la mia fossa, Non croce col nome che copra quest'ossa! Ah, della traviata sorridi al desio; A lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio. Or tutto finì!CORO DI MASCHERE (all'esterno) Largo al quadrupede Sir della festa, Di fiori e pampini Cinto la testa Largo al più docile D'ogni cornuto, Di corni e pifferi Abbia il saluto. Parigini, date passo Al trionfo del Bue grasso. L'Asia, nè l'Africa Vide il più bello, Vanto ed orgoglio D'ogni macello Allegre maschere, Pazzi garzoni, Tutti plauditelo Con canti e suoni! Parigini, date passo Al trionfo del Bue grasso. |
ACTO TERCERO Preludio Escena Primera (Dormitorio de Violeta. En el fondo una cama con las cortinas corridas hasta la mitad; una ventana cerrada con unas contras interiores. Cerca de la cama, una mesa baja sobre la que se encuentra una botella de agua, un vaso de cristal, diferente medicinas. Sobre la mitad de la escena, una mesa con utensilios de aseo, cerca otra mesa con una lamparilla. La puerta está a la izquierda; enfrente una chimenea con el fuego encendido. Violeta duerme en su cama. Annina sentada en una silla cerca de la chimenea está adormecida).VIOLETA (despertándose) ¿Annina?ANNINA (se despierta confusa) ¿Sí, señora?VIOLETA ¿Dormías?, PobrecitaANNINA Sí, perdónemeVIOLETA Dame un poco de agua.(Annina obedece) Mira si todavía es de día. ANNINA Son las siete.VIOLETA Deja entrar un poco de luz.(Annina abre los postigos, mira la calle). ANNINA ¡El señor de Grenvil!VIOLETA ¡Un amigo verdadero!. Ayúdame, quiero levantarme.(Ella se levanta pero se cae; después sostenida por Annina, avanza lentamente hacia el sofá y el Doctor entra a tiempo para ayudarla y sostenerla. Annina le coloca los almohadones.)Escena Segunda VIOLETA ¡Cuanta bondad!. ¡Habéis pensado en mí a tiempo!.EL DOCTOR (tomándole el pulso) Sí, y ¿cómo os encontráis?VIOLETA Mi cuerpo sufre, pero mi alma está serena. Ayer tarde me consoló un sacerdote. La religión alivia los sufrimientos.EL DOCTOR ¿Y esta noche?.VIOLETA Dormí tranquilamente.EL DOCTOR Paciencia entonces... Vuestra convalecencia no está lejana.VIOLETA ¡Oh!... La piedad engañosa está permitida a los médicos.EL DOCTOR (cerrándole las manos a Violeta) Adiós, hasta más tarde.VIOLETA No me olvide.ANNINA (en voz baja y acompañando al Doctor) ¿Cómo está, Doctor?EL DOCTOR (en voz baja) La tisis sólo le concede unas horas más...(sale) Escena Tercera ANNINA Y ahora, paciencia.VIOLETA Esta fiesta de hoy ¿qué es?...ANNINA París entero está loco. Es el Carnaval.VIOLETA En el medio de la alegría general ¡cuantos desdichados sufren!. ¿Qué dinero hay en ese cajón?(señalándole a su derecha) ANNINA (lo abre y cuenta las piezas). Veinte luises.VIOLETA Cógelos y dáselos a los pobres.ANNINA Pero nos quedará muy poco...VIOLETA Será bastante para mí. Ve a buscar mis cartas en seguida.ANNINA ¿Pero señora?.VIOLETA Todo irá bien. Hazlo rápido por favor.(Annina sale). Escena Cuarta VIOLETA (saca una carta de su seno y lee). "Habéis tenido lo prometido... ¡el duelo ha tenido lugar!. El Barón fue herido pero mejora. Alfredo está en el extranjero pero le he revelado vuestro sacrificio. El vendrá a vos para pediros perdón. Yo también iré... Cuidaros... Os merecéis un futuro mejor. Giorgio Germont".(con desesperación) ¡Demasiado tarde!. (se levanta) Espero, espero y no llegan nunca. (se ve en el espejo) ¡Oh!. ¡Cómo he cambiado!. Y el Doctor todavía me da esperanzas. Pero con tal enfermedad, toda esperanza es vana. Adiós, bellos recuerdos del pasado, las rosas de mis alegrías están marchitas y el amor de Alfredo todavía me falta. ¡Consuelo, sostén del alma cansada!. Compadécete del deseo de la extraviada. ¡Perdónala y acógela, Señor! Todo ha terminado ya. Alegrías y dolores pronto acabarán ¡Ni flores ni lágrimas tendrá mi tumba! Ni una cruz con mi nombre cubrirá en ella mis huesos. ¡Ah!. ¡Sonrío a la mujer perdida!. Señor perdóname, recíbeme cerca de Ti. Todo ha acabado.CORO DE MÁSCARAS (en el exterior) Haced sitio a la Bestia, rey de la fiesta la cabeza coronada de flores y de hojas de viña. Haced sitio a la más dulce de todas las bestias con cuernos. ¡Al son de los pífanos y las trompas os saluda!. Parisinos dejad paso al triunfante Buey de Carnaval. Ni en Asia ni en África se ha visto nada más bello, del matadero, orgullo y altivez. ¡Muchachas de corazón ligero, muchachos alegres hacedle el honor de bailar y cantar para él! Parisinos, dejad pasar al triunfante Buey de Carnaval. Haced sitio a la Bestia, rey de la fiesta la cabeza coronada de flores y de hojas de viña. |
|
Scena Quinta
(esitando) Signora! VIOLETTA Che t'accade? ANNINA Quest'oggi, è vero? Vi sentite meglio? VIOLETTA Sì, perchè? ANNINA D'esser calma promettete? VIOLETTA Sì, che vuoi dirmi? ANNINA Prevenir vi volli Una gioia improvvisa VIOLETTA Una gioia! dicesti? ANNINA Sì, o signora VIOLETTA Alfredo! Ah, tu il vedesti? ei vien! l'affretta . (Annina afferma col capo, e va ad aprire la porta.)
(Andando verso l'uscio.) Alfredo! (Alfredo comparisce pallido per la commozione, ed ambedue, gettandosi le braccia al collo, esclamano:)
Mia Violetta! Colpevol sono... so tutto, o cara. VIOLETTA Io so che alfine reso mi sei! ALFREDO Da questo palpito s'io t'ami impara, Senza te esistere più non potrei. VIOLETTA Ah, s'anco in vita m'hai ritrovata, Credi che uccidere non può il dolor. ALFREDO Scorda l'affanno, donna adorata, A me perdona e al genitor. VIOLETTA Ch'io ti perdoni? la rea son io: Ma solo amore tal mi rende... A DUE Null'uomo o demone, angelo mio, Mai più staccarti potrà da me. Parigi, o cara/o noi lasceremo, La vita uniti trascorreremo: De' corsi affanni compenso avrai, La mia/tua salute rifiorirà. Sospiro e luce tu mi sarai, Tutto il futuro ne arriderà. VIOLETTA Ah, non più, a un tempio Alfredo, andiamo, Del tuo ritorno grazie rendiamo (Vacilla.)
Tu impallidisci VIOLETTA È nulla, sai! Gioia improvvisa non entra mai Senza turbarlo in mesto core (Si abbandona come sfinita sopra una sedia col capo cadente all'indietro.)
(spaventato, sorreggendola) Gran Dio! Violetta! VIOLETTA (sforzandosi) È il mio malore Fu debolezza! ora son forte (sforzandosi)
(desolato, fra sè) Ahi, cruda sorte! VIOLETTA Fu nulla Annina, dammi a vestire. ALFREDO Adesso? Attendi VIOLETTA (alzandosi) No voglio uscire. (Annina le presenta una veste ch'ella fa per indossare e impedita dalla debolezza, esclama:)
sulla sedia.)
Cielo! che vedo! (ad Annina)
(ad Annina) Digli che Alfredo È ritornato all'amor mio Digli che vivere ancor vogl'io (Annina parte. ad Alfredo)
Oh mio sospiro, oh palpito, Diletto del cor mio! Le mie colle tue lagrime Confondere degg'io Ma più che mai, deh, credilo, M'è d'uopo di costanza, Ah! tutto alla speranza Non chiudere il tuo cor. Violetta mia, deh, calmati, M'uccide il tuo dolor. (Violetta s'abbatte sul canapè.)
il Dottore.)
Ah, Violetta! VIOLETTA Voi, Signor! ALFREDO Mio padre! VIOLETTA Non mi scordaste? GERMONT La promessa adempio A stringervi qual figlia vengo al seno, O generosa VIOLETTA Ahimè, tardi giungeste! Pure, grata ven sono Grenvil, vedete? tra le braccia io spiro Di quanti ho cari al mondo GERMONT Che mai dite! (osservando Violetta, fra sè)
La vedi, padre mio? GERMONT Di più non lacerarmi Troppo rimorso l'alma mi divora Quasi fulmin m'atterra ogni suo detto Oh, malcauto vegliardo! Ah, tutto il mal ch'io feci ora sol vedo! VIOLETTA (frattanto avrà aperto a stento un ripostiglio della toilette, e toltone un medaglione dice:) Più a me t'appressa ascolta, amato Alfredo. Prendi: quest'è l'immagine De' miei passati giorni; A rammentar ti torni Colei che sì t'amò. Se una pudica vergine Degli anni suoi nel fiore A te donasse il core Sposa ti sia lo vo'. Le porgi questa effigie: Dille che dono ell'è Di chi nel ciel tra gli angeli Prega per lei, per te. ALFREDO No, non morrai, non dirmelo... Dei viver, amor mio A strazio sì terribile Qui non mi trasse Iddio Sì presto, ah no, dividerti Morte non può da me. Ah, vivi, o un solo feretro M'accoglierà con te. GERMONT Cara, sublime vittima D'un disperato amore, Perdonami lo strazio Recato al tuo bel core. GERMONT, DOTTORE, ANNINA Finchè avrà il ciglio lacrime Io piangerò per te Vola à beati spiriti; Iddio ti chiama a sè. VIOLETTA (rialzandosi animata) È strano! TUTTI Che! VIOLETTA Cessarono Gli spasmi del dolore. In me rinasce m'agita Insolito vigore! Ah! io ritorno a vivere (trasalendo)
O cielo! muor! ALFREDO Violetta! ANNINA, GERMONT Oh Dio, soccorrasi... DOTTORE (dopo averle toccato il polso) È spenta! TUTTI Oh mio dolor! (quadro e cala la tela.)
|
Escena Quinta
(excitada) ¡Señora!. VIOLETA ¿Qué te pasa? ANNINA Hoy, de verdad ¿os encontráis mejor? VIOLETA Sí, ¿por qué?. ANNINA Prometedme, que estaréis tranquila. VIOLETA Sí, ¿qué quieres decirme? ANNINA Quería preveniros... Una alegre sorpresa. VIOLETA ¡Una sorpresa!, ¿has dicho?. ANNINA Sí señora. VIOLETA ¡Alfredo! ¡Ah!. ¿Le has visto?. Viene, que se apresure. (Annina asiente con la cabeza y va a abrir la puerta)
(caminando hacia la entrada) ¡Alfredo! (Alfredo aparece, pálido de emoción y se arrojan en brazos uno del otro exclamando:)
Mi Violeta. ¡Qué alegría!. Es por mi culpa... Ahora lo sé todo querida. VIOLETA Al fin has regresado junto a mí. ALFREDO ¡Mi emoción te dirá cuanto te amo!. Sin ti, yo no podría vivir. VIOLETA Si tú me encuentras viva, crees que el dolor no puede matar. ALFREDO Olvida tu pena, mi adorada perdóname y también a mi padre. VIOLETA ¿Perdonarte?. ¡La culpa es mía! pero solo el amor te ha hecho regresar... ALFREDO, VIOLETA Ni hombre, ni demonio, ángel mío podrán separarnos nunca. Abandonaremos París, ¡oh querida/o! Viviremos juntos: las penas pasadas serán recompensadas Tu/mi salud florecerá. Serás la luz de mi vida y el futuro nos sonreirá. VIOLETA Basta... Alfredo. Vayamos a la iglesia, daremos gracias por tu vuelta. (ella se tambalea)
Estás pálida. VIOLETA No es nada. Una alegría repentina no entra nunca en un corazón triste sin el temblor. (ella se cae, agotada, sobre una silla; su cabeza cae hacia atrás)
(espantado, sosteniéndola) ¡Gran Dios!. ¡Violeta! VIOLETA (haciendo un esfuerzo) Es mi enfermedad... Un momento de debilidad. Ya me recupero (con esfuerzo)
(desolado) ¡Ah!. Destino cruel. VIOLETA No es nada. Annina dame mi vestido. ALFREDO ¿Ahora?. Aguarda. VIOLETA (levantándose) No. Voy a salir. (Annina le presenta un vestido, que Violeta intenta ponerse. La debilidad le puede y exclama:)
a caer sobre la silla)
Cielos. ¡Qué veo! (A Annina)
(a Annina) Dile que Alfredo a vuelto junto a su amor. Dile que quiero... vivir todavía. (Annina se va. Violeta le dice a Alfredo.)
¡Oh mi amor y latido adorado de mi corazón!. Necesito confundir mis lágrimas con las tuyas. Pero más que nunca, ten fe en mí nos hace falta valor. ¡Ah!. No cierres tu corazón, a la esperanza. ¡Oh!, mi Violeta, cálmate tu dolor me hace morir, ¡cálmate!. (Violeta se abandona sobre el sofá.
más tarde, por el Doctor Grenvil)
¡Ah. Violeta! VIOLETA ¿Vos, señor? ALFREDO ¡Padre mío! VIOLETA Vos no me habéis olvidado. GERMONT He cumplido mi promesa, vengo a abrazarte como a mi hija. Mujer generosa. VIOLETA ¡Ay de mí!. Llegáis demasiado tarde. Gracias. Veis, Grenvil. Muero en los brazos De quienes en este mundo me quieren. GERMONT ¿Que decís?. (para sí, observando a Violeta)
¿La veis, padre mío? GERMONT No me destroces más. Los remordimientos me devoran el alma. ¡Cada palabra, como el rayo, me hiere! ¡Ah, viejo malvado! Ahora veo todo el mal que he hecho. VIOLETA (Violeta, mientras tanto, abre un cajón del tocador y saca un medallón que le da a Alfredo). Alfredo, ven más cerca. Escucha amado mío. Toma, esta es la imagen de mis días ya terminados. Que ella te pueda recordar, a la que tanto te ha amado. Si una púdica doncella, En la flor de sus años, Te diese su corazón... Sea tu esposa... así lo quiero. Entrégale esta imagen; Dile que es un regalo De quien en el cielo, entre ángeles, Reza por ella y por ti. ALFREDO No me digas que vas a morir, ¡porque tú debes vivir, mi amor! para tan horrible dolor, no me ha guiado Dios hasta aquí. La muerte no puede separarnos tan pronto. Un único ataúd nos acogerá a los dos. GERMONT Querida, noble víctima de un amor desesperado, perdóname el haber hecho sufrir a tu corazón. GERMONT, EL DOCTOR, ANNINA Mientras tenga lágrimas en mis ojos lloraré por ti. Marcha cerca de las almas generosas, Dios te llama. VIOLETA (se levanta reanimada) ¡Es extraño!. TODOS ¿Qué? VIOLETA Los espasmos del dolor han pasado. Siento renacer en mí un vigor extraño. ¡Ah!. Vuelvo otra vez a la vida. (sobresaltada)
¡Cielos! ¡Se muere! ALFREDO ¡Violeta! ANNINA, GERMONT ¡Dios mío, socórrela! EL DOCTOR (tras tomarle el pulso) ¡Ha muerto! TODOS ¡Oh, dolor! (cae el telón) |